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Nella battuta di TPS (Tommaso Padoa Schioppa), scioccamente derisa allora,  che “è bello pagare le tasse” c’era una profonda verità e una onesta sensibilità civile...

Ci sono due modi di prendere una medicina necessaria, ma amarissima: a piccoli sorsi o tutta d’un colpo. Prendendola a piccoli sorsi il procedimento è lungo e magari, non necessariamente, il disgusto meno acuto. Ingozzando la pozione d’un colpo il disgusto è intenso e breve. Il problema con la procedura lenta è che dopo un po’  non si sopporta più il tormento e si interrompe la cura. Il problema della procedura rapida e intensa è che il disgusto sia troppo violento e induca reazioni emetiche (vomito). Nei due casi la conseguenza è il fallimento della terapia.

Questa legislatura arriverà alla fine, ma è difficile prevedere cosa succederà dopo. 

Questa legislatura arriverà alla fine, ma è difficile prevedere cosa succederà dopo. 

Cadono le vecchie strutture partitiche nel 91-92 e vengono sostituite da nuove aggregazioni che solo in modo ambiguo si riferiscono alla passata esperienza ideologica. L’anima del Partito Comunista Italiano non si riconosce nelle nuove aggregazioni che via via vengono proposte per superare la catastrofe ideologica del comunismo di matrice sovietica del 1989.

Mi pare che tutto si stia svolgendo secondo un copione confuso ma leggibile, con qualche incidente di percorso. Assistiamo a una complessa manovra, sinergica non organizzata, se non implicitamente, della stampa, di parte della magistratura, dell’opposizione esterna al Governo sfrangiata, di quella interna di Fini e dei suoi seguaci, dei “poteri forti” diffusi e diagonali, del Presidente Napolitano che inspiegabilmente rilascia interviste all’Unità invece di usare i canali ufficiali del suo Gabinetto e che si schiera quando dichiara:

 

Dal Corriere della Sera: Sul caso (Annozero) interviene anche il Pd Vincenzo Vita, con una posizione diversa, rivolta all'intervento di Fini e Berlusconi: «Ognuno può giudicare come meglio crede la trasmissione di Michele Santoro sul terremoto, ma il problema è che "ancora una volta" c¹è un "attacco alla libertà di informazione da parte di Silvio Berlusconi. Non si tratta di dare voti e giudizi sul programma di Santoro, sul quale è legittimo avere opinioni diverse e contraddittorie. Ed è anche doveroso ribadire sostegno e plauso verso il lavoro enorme della protezione civile.

Lorenzo Matteoli ci segnala, dall'Australia, questo articolo di Michele Brambilla, apparso su "Il Giornale" di Milano 1l 27 ottobre, dal titolo I voltagabbana del Maestro Unico. Insieme alla segnalazione, il personale ricordo della sua maestra, che riportiamo dopo l'articolo di Brambilla. «Quando l'antica maestra intera si scisse nelle tre maestre per due classi, per ragioni sindacali contro il crollo demografico, si minò un pilastro della nostra convivenza». Ecco, non riuscivo a trovare le parole per esprimere quel che penso sulla questione del maestro unico, sui danni prodotti dalla sua abolizione, e perfino sulle ragioni («sindacali», non pedagogiche) che portarono alle tre maestre invece che una, e grazie al Cielo ho trovato un altro che aveva già messo in fila le parole giuste prima di me.

Lunedì 26 novembre inizierà la demolizione dello Stadio delle Alpi. Esattamente 18 anni dopo la sua costruzione.Resterà un monumento della stupidità burocratica e dell'arroganza della Juventus, nonché dell'asservimento degli amministratori torinesi al paradigma fiat. L'unica opera costruita in Italia nel periodo delle grandi tangenti senza che una lira sia stata spesa in corruzione, realizzata nei tempi di contratto e nel budget di contratto. Un'opera che ha gravato solo in quota minima sulle finanze dei torinesi (il costo dell'arbitrato e le parcelle degli arbitri).